La “sinistra zombie” gestisce la crisi

Una camera con vista sul lago dell’Apocalisse non deve diventare un bene di lusso!
11.08.2026 di Tomasz Konicz

«Non è forse quello, ciò che stiamo facendo? Fingendo di essere vivi?»
da „La terra dei morti viventi“ (Land of the Dead) di George A. Romero, 2005

Sembra quasi una pièce teatrale assurda, quasi fosse stata scritta da Samuel Beckett. La crisi socio-ecologica mondiale del capitale sta entrando in quella che appare nei centri come la sua fase manifesta, e ciò avviene nel mentre che la vecchia sinistra regressiva continua a rimanere ostinatamente ignara della crisi e a perdersi nel populismo. È quasi impressionante vedere quanto assurde contorsioni mentali la sinistra post-nazista tedesca riesca ancora a mettere in atto per sottrarsi all’evidenza di questa crisi. A luglio l’Europa ha subito un’ondata di caldo storica, con temperature in Germania che hanno raggiunto valori esorbitanti superiori ai 40 gradi. La crisi climatica capitalista, alimentata dalla necessità di valorizzazione del capitale, sta per trasformarsi in una catastrofe climatica. Porre fine alla follia capitalista della crescita è semplicemente una questione di sopravvivenza. E quali sono state le richieste di Luigi Pantisano, la nuova figura ridicola alla guida del “Partito di Sinistra” (PDL), in questa evidente crisi climatica? L’istituzione di nuove zone balneari gratuite, affinché queste non diventino “un bene di lusso”. [*1] Le immagini delle regioni europee colpite dagli incendi di quest’anno mostrano i bagnanti che si “rilassano” sulla spiaggia, circondati da fiamme e colonne di fumo. [*2] Sembra che questo riassuma perfettamente la politica climatica del PDL: l’apocalisse climatica deve avvenire in modo socialmente sostenibile. Forse Beckett è troppo nobile per questa situazione, che sembra essere piuttosto uscita da un sketch dei Monty Python.La celebre collega [*3] di Pantisano, Ines Schwerdtner, esponente socialdemocratica di Jacobin, ha invece evocato – in considerazione delle siccità storiche, dei fiumi in via di prosciugamento e delle imminenti crisi alimentari – la necessità di una migliore protezione dal caldo, al fine di essere preparati alla «prossima estate torrida». [*4] Occorrerebbero investimenti nelle infrastrutture, piani di gestione del caldo per scuole e ospedali, nonché una migliore tutela sul lavoro, nella quale i «datori di lavoro dovrebbero assumersi le proprie responsabilità». Questi ultimi dovrebbero garantire più pause, e acqua potabile a sufficienza. Secondo la signora Schwerdtner, i proletari dovrebbero rimanere sempre ben idratati, in modo da poter continuare così a produrre letteralmente quel capitale che è la causa della catastrofe climatica ormai in pieno svolgimento.

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