Capitali Cannibali

Il potenziale dirompente dello sviluppo dell’I.A., si manifesta chiaramente nella crescente instabilità dei mercati finanziari negli USA
di Tomasz Konicz, 24.03.2026

Attualmente, oltre che della guerra con l’Iran, i mercati finanziari sono preoccupati a causa delle situazioni che si legano all’ascesa dell’industria dell’Intelligenza Artificiale: da un lato, c’è il timore che il potenziale produttivo dei „Large Language Models“ (LLM), e quello degli agenti I.A., sia stato sovrastimato, e che pertanto i loro costi siano stati sottovalutati, se visti nel contesto della consueta formazione speculativa di bolle finanziarie. La costruzione, dispendiosa in termini di tempo delle infrastrutture, la sua rapida obsolescenza e i costi operativi assai elevati; il calcolo sobrio di questi fattori per l’azienda sta lentamente assumendo sempre più peso nel momento in cui si guarda a una landa incolta dove ancora nessuna delle grandi start-up è redditizia. Dall’altra parte, cresce invece la paura delle conseguenze che porterà la rivoluzione della I.A., qualora essa dovesse prevalere solo parzialmente: quali saranno i settori dell’economia, o i modelli operativi, che saranno assorbiti dalla nuova forma organizzativa in gran parte automatizzata? L’I.A. antropica e aperta non genera profitti, ma accumula perdite enormi, anche se sono già stati sperperati centinaia di miliardi di dollari. Tutti questi afflussi di capitale dovranno però ancora continuare a lungo: Anthropic prevede di diventare redditizia a partire dal 2028, e Open AI dal 2030. Il settore, si trova ancora nella fase di espansione, laddove il numero di utenti del servizio dovrebbe crescere il più rapidamente possibile, sempre con alte perdite finanziarie, e al fine di ridurre così successivamente tutti i costi operativi e poter aumentare i prezzi per gli utenti. Anche gli abbonamenti I.A. già esistenti vengono stimati a partire dal loro accumulo di enormi perdite; come l’abbonamento Claude A.I. di Anthropotic, che ha un prezzo di circa 200 dollari e un costo operativo stimato di 5.000 dollari per unità. Il calcolo degli investitori, è quello che prevede che le scoperte tecnologiche e le economie di scala renderanno questo modello di business redditizio. Tuttavia – a differenza delle precedenti ondate tecnologiche nell’industria IT – l’uso su larga scala di agenti LLM e IA non produce economie di scala corrispondenti, poiché la loro fame di energia costituisce un fattore di costo troppo importante. Inoltre, lo sviluppo costoso dell’infrastruttura necessaria a diffondere l’uso della A.I. sta sempre più vacillando. Nonostante i buoni risultati operativi, il gruppo IT Oracle viene ora considerato come se fosse il proverbiale canarino nella miniera dell’industria della I.A.: l’azienda si trova ora a essere fortemente indebitata, e ha stipulato dei costosi obblighi contrattuali per un valore superiore a 500 miliardi di dollari; assunti soprattutto per poter costruire dei nuovi data center. Nel frattempo, si accumulano notizie relative a progetti cancellati: Oracle e Open AI, si stanno astenendo dall’espandere il loro data center più importante in Texas, mentre Oracle vuole tagliare 30.000 posti di lavoro in modo da poter così raccogliere i fondi per continuare l’espansione, visto che le banche statunitensi limitano i loro finanziamenti. I data center di Microsoft, vogliono ritirarsi dai contratti di locazione con Open AI. Nvidia ha recentemente relativizzato il suo impegno, abbassandolo a investire solo 100 miliardi in Open AI. Nel frattempo, i costi economici e politici dei data center stanno aumentando. L’anno scorso, negli USA sono stati abbandonati 25 progetti; si stima che circa la metà dei centri mondiali previsti per il 2026 verrà ritardato, e l’effetto sarà devastante, e questo a causa della rapida obsolescenza del settore. Oracle si avvale dei chip Nvidia della generazione Blackwell, i quali bem presto diverranno obsoleti. L’azienda sta costruendo „i data center di ieri con il debito di domani“; così i media statunitensi hanno deriso la cosa.

Link: https://francosenia.blogspot.com/2026/03/bolle-cannibali.html

L’ascesa dell’industria della I.A., sta destabilizzando anche chi è già in difficoltà a causa dei fondi di private equity: si tratta assai meno dli investimenti diretti dalla I.A. – come quelli guidati da Blue Owl Capital o Softbank – e più di possibili effetti di cannibalizzazione che si verificheranno all’interno dei loro portafogli. Il loro modello di business, assai spesso consisteva nell’acquistare aziende software per poi ritagliarle in modo da poter così massimizzare i profitti. Attualmente, il colosso del settore Blackstone sta negoziando una joint venture con Anthropic, in modo da poter così ancorare il suo modello di IA, Claude, nel portafoglio di altre aziende del fondo. L’obiettivo è quello di automatizzare i processi aziendali, e aumentare la produttività. Tuttavia, è proprio qui che risiede il rischio. Molte delle soluzioni software-as-a-service (SaaS) – che sono diventate lo standard IT nelle aziende nell’ultimo decennio, e la cui ascesa è stata guidata da quegli stessi fondi di private equity – con l’IA generativa potrebbero diventare obsolete. I fondi di investimento concorrenti, come Thoma Bravo o Vista Equity Partners, specializzati nell’acquisto di tali fornitori, verrebbero particolarmente colpiti. I fondi si trovano pertanto di fronte a un dilemma: se essi si affidano costantemente alla I.A., rischiano la „cannibalizzazione“ dei propri mercati. Mentre se non lo fanno, rischiano di rimanere indietro nella concorrenza di mercato, come recentemente è stato riportato dal canale business statunitense CNBC. Ed in tal modo, i fondi che hanno reso popolare il principio SaaS potrebbero così diventare essi stessi l’acceleratore di una vera e propria apocalisse software, che ha cominciato ora a riflettersi nei cali di prezzo di molte azioni IT. Simultaneamente, il settore delle società finanziarie e di investimento, nel suo complesso, sta ora entrando in difficoltà: le banche appaiono sempre più riluttanti a finanziare delle acquisizioni di società, e quelli che sono i pesi massimi, come Blackrock, a volte hanno dovuto limitare i pagamenti relativi ai singoli fondi, dopo che gli investitori avevano sempre più ritirato del capitale. Pertanto gli investitori privati sono stati, così, fondamentali nel dare vita al boom della I.A.. Se il mercato dovesse raffreddarsi, il settore ne soffrirebbe immediatamente le conseguenze; sia a causa dei fallimenti che delle storie di successo cannibalistiche.

Tomasz Konicz – Pubblicato il 19/3/206 su „Jungle World “ –

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