Hedge Funds, GameStop e i piccoli investitori di Reddit: la grande abbuffata di Blackrock

francosenia.blogspot.com, 07.02.2021

A proposito della miseria della critica tronca del capitalismo: quando i critici del mercato diventano speculatori –
di Tomasz Konicz

Gamestop è un fossile, un anacronismo la cui agonia non può essere significativamente prolungata, neppure grazie ai suoi affari con Microsoft. La catena di negozi è specializzata nella compravendita di supporti per giochi per computer. In vista del costante aumento della larghezza di banda di Internet, e in vista della corrispondente espansione delle piattaforme di giochi digitali, come Steam, che stanno eliminando tutta la distribuzione intermedia e la produzione di supporti dati, in quanto fattori di costo, la fine di questa impresa che comprende circa 7.500 filiali sembra essere ormai segnata. Dovrà succedere ad essa ciò che è successo alle grandi catene di videonoleggio, che molto tempo fa hanno dovuto lasciare il posto ai servizi di streaming. La stessa cosa vale anche per la più grande catena di cinema del mondo, AMC Theatres. Cinema? Nell’era di Netflix, del Covid e della crisi climatica. Sul serio?

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È abbastanza sorprendente che queste imprese possano resistere così tanto tempo, visto il rapido sviluppo delle forze produttive in tutti i rami della tecnologia dell’informazione. L’implementazione delle più recenti conoscenze tecno-scientifiche nel processo di valorizzazione del capitale, creando nuovi mercati e nuove idee per fare affari, distrugge inevitabilmente settori imprenditoriali superati diventati obsoleti; insieme a quelli che sono i mezzi di sussistenza di tutti coloro che da essi ne dipendono, nella forma del lavoro salariato. Questa «contraddizione in processo», come l’ha chiamata Marx, nel movimento di espansione storica del capitale è una costante. L’economia borghese ama parla di «cambiamento strutturale» della società del lavoro. Perché mai impiegare decine di migliaia di funzionari in delle filiali quando i giocatori possono comprare, nella comodità delle proprie case, i giochi direttamente dalla Nintendo, dalla Sony, da EA o da UbiSoft grazie alle piattaforme Steam, Amazon, Epic Store?
E pertanto, quando un modello imprenditoriale anacronistico smette di essere redditizio, quando le corporazioni che agiscono in questo mercato obsoleto realizzano il cambiamento troppo tardi e si avvicina il loro fallimento, ecco che le iene e gli avvoltoi entrano subito in scena. Agli «investitori» piace comprare a basso costo simili corporazioni in difficoltà, per cannibalizzarle, smantellarle, vendere con profitto le rimanenti azioni e licenziare la maggior parte dei funzionari; se i dipendenti sono fortunati possono ancora negoziare un piano sociale in cui i contribuenti sosterranno il costo di questa liquidazione. Nelle piazze finanziarie, tuttavia, gli hedge funds possono trarre beneficio dalla caduta dei prezzi di questi candidati al fallimento per mezzo della cosiddetta vendita allo scoperto. In questo caso, lo speculatore del mercato finanziario prende in prestito il titolo in questione, lo vende in borsa e, solo dopo la scadenza del periodo di prestito, lo ricompra grazie ad un acquisto di copertura e lo restituisce al proprietario. Se il prezzo del titolo è sceso, ecco che allora la differenza tra il prezzo del «prestito» e quello della rivendita dell’azione (quando era più alto), da una parte, e dall’altra il prezzo del successivo acquisto di copertura si traduce in un profitto speculativo.
Dal punto di vista degli agenti del mercato finanziario, non importa se i prezzi salgono o scendono. Anche se le imprese entrano in difficoltà finanziarie, o fanno collassare interi mercati, a partire dalla previsione corretta hanno sempre modo di trarre profitto da simili situazioni. Se i prezzi delle azioni dei candidati al fallimento non crollano, contrariamente al previsto, ci sono problemi per questo tipo di speculazione derivante dalla caduta delle azioni (denominata, nel gergo finanziario, «short selling», «vendita allo scoperto»). Attualmente, per esempio, l’Hedge Fund Melvin Capital sta facendo di tutto per cercare di non affondare, anche se evidentemente aveva realizzato una speculazione corretta sul fallimento di GameStop. La società di servizi finanziari, per la quale i fondi Citadel e Point 72 hanno dovuto concedere iniezioni finanziarie per 2,75 miliardi di dollari, semplicemente non aveva previsto lo sciame su Internet.
Sulla piattaforma sociale Reddit, nel sotto-forum wallstreetbets, che conta quasi 7 milioni di membri, si sono riunite tutte quelle forze che, per motivi diversi, sono ostili alle attività dei grandi marchi insediati a Wall Street. Broker giovani e aggressivi che vogliono semplicemente prendersi una grossa fetta della torta facendo uso dei metodi più brutali possibili, si mischiano tanto agli attivisti di sinistra preoccupati per la redistribuzione della ricchezza, quanto alle persone risultanti dalla decomposizione della destra radicale negli Stati Uniti, dove l’ideologia dei «liberi mercati» viene presa molto sul serio. La confusa missione di democratizzare i mercati finanziari, di punire gli «opportunisti» e i «truffatori» di Wall Street, di ridistribuire il denaro a favore della classe media, costituisce il vago comun denominatore di questo sciame.
Il ventaglio dello spettro politico (che si sta comunque dissolvendo a causa della crisi) che si trova dietro questa azione va dalla socialdemocratica di sinistra Alexandria Ocasio-Cortez al repubblicano texano Ted Cruz; dalla critica tronca di sinistra del capitalismo, che vede nei mercati finanziari una causa fraudolenta della crisi sistemica capitalista, fino all’anarco-capitalismo di destra, che si manifesta, ad esempio, nel movimento libertario negli Stati Uniti, il quale considera il neoliberismo come un tradimento della dottrina pura dei mercati assolutamente liberi. Non è molto difficile, in questa miscela, riconoscere inconsci sentimenti antisemiti.
Questo attivismo dei broker e degli agenti di borsa – caricato politicamente in maniera diffusa – che chiarisce ancora una volta quanto poco i soggetti capitalistici del mercato abbiano bisogno di capire il capitalismo per riuscire ad avere successo , prende di mira la vendita allo scoperto degli hedge funds per varie ragioni. A livello ideologico, una volta stabilita la narrazione che parla di «creatori buoni» e di «malvagi farabutti» del capitale finanziario, si ha come l’impressione che con la vendita allo scoperto, il capitale finanziario starebbe rovinando quelle che sono le imprese buone e sane. Si ignora il fatto evidente, spiegato sopra, che queste speculazioni sono soltanto delle previsioni azzeccate. È una critica al capitalismo a livello di Sahra-Wagenknecht, la quale sente dovunque l’odore degli scarafaggi parassiti del mercato finanziario, le cui macchinazioni succhierebbero il sangue dei bravi e diligenti imprenditori. Il risultato è la sensazione che il capitale finanziario starebbe rovinando intere aziende.
Tra gli eroi dello sciame, nel quale militano anche molti turbo-capitalisti, sono inclusi di conseguenza miliardari come Elon Musk, l’uomo «più ricco» del mondo, che in qualche tweet ha sodalizzato con il movimento e gli ha conferito l’impulso necessario grazie alla presenza in rete del suo sciame personale. Oggi, Musk è in grado di causare egli stesso dei movimenti di mercato, con un tweet, quali l’aumento del prezzo delle azioni dei produttori di giochi che si trovano in difficoltà.
I capitalisti antisindacali come Musk, che ha applaudito al golpe del litio in Bolivia, vengono acclamati dallo sciame, così come avviene con i miliardari asiatici che stanno comprando le azioni di GameStop. Ora, qualsiasi capitalista può elevarsi al rango di figura anti-establishment, basta che mandi i tweet giusti!
Tuttavia, è stato per semplici ragioni pratiche che le vendite allo scoperte sono state il minimo comune denominatore attraverso cui – dopo diversi tentativi andati falliti – lo sciame è riuscito ad accordarsi per riuscire ad eccedere la massa critica di investimenti che ha permesso al fenomeno GameStop di auto-promuoversi, e che ora riguarda altre aziende come la catena di cinema AMC. Lo sciame va semplicemente alla ricerca di azioni contro le quali stanno operando il maggior numero possibile di «shorts» [posizioni al ribasso], in modo da montare su di esse uno «short squeeze» [ una speculazione diretta contro le vendite allo scoperte che mirano a far salire il prezzo delle azioni ]. Per poterlo fare, non sono necessari investimenti di miliardi di dollari, dal momento che la vendita allo scoperto è, in effetti, il tallone di Achille delle Hedge Funds. Lo «short squeeze» dello Sciame di Internet, è una tattica possibile ed efficace per mettere in difficoltà perfino fondi miliardari. Jaime Rogozinski, il fondatore di wallstreetbets, vede il suo Forum come se fosse addirittura un proseguimento del movimento Occupy Wall Street, che ora sarebbe riuscito a colpire Wall Street là dove fa male; nel caro denaro.
La vendita allo scoperto degli Hedge Funds è ad alto rischio proprio perché anche degli investimenti relativamente piccoli possono far sì che il prezzo delle azioni continui a salire, dato che i fondi coinvolti devono comprare subito le azioni in modo da poter limitare le loro perdite; cosa che innesca una dinamica ascendente che si auto-rafforza da sé sola. Il prezzo delle azioni dell’azienda candidata al fallimento, Game Stop, è passato così, da poco meno di 20 dollari, all’inizio dell’anno, a più di 350 dollari; e questo proprio perché ora gli speculatori coinvolti nella vendita allo scoperto hanno comprato le azioni anche per non affondare completamente. Di conseguenza, ci sono stati diversi fondi che hanno subìto delle perdite significative. Melvin Capital ha dovuto abbandonare le sue speculazioni, mentre Citron Capital, un fondo specializzato in vendite allo scoperto, ha riportato una perdita del 100% del suo capitale di garanzia.
Ma ci si aspetta che saranno molti i fondi che manterranno le loro vendite allo scoperto, ed è per questo che, in ultima analisi, lo «short squeeze» assomiglia ad una battaglia di resistenza tra lo Sciame e il Fondo: riuscirà la massa di piccoli investitori a contenere il prezzo per il tempo che basterà affinché i fondi che hanno scommesso sulla vendita allo scoperto siano costretti ad arrendersi? L’idea distorta che si trova dietro a tutto questo, è quella di riuscire a ridistribuire la ricchezza dall’alto verso il basso attraverso l’attivismo sul mercato finanziario: le perdite miliardarie dei fondi si materializzano, grazie allo «short squeeze», nella ricchezza di tutti i piccoli investitori che improvvisamente si ritrovano a possedere azioni la cui quotazione viene altamente valorizzata. L’unico inconveniente, che qui si manifesta su piccola scala, è il problema del capitale fittizio generato nei mercati finanziari (che non è costituito dalla valorizzazione che avviene grazie al lavoro salariato, ma attraverso la creazione che si realizza sul mercato finanziario); cosa che tra le altre cose rende in gran parte anche la favolosa ricchezza di un Elon Musk solo una rappresentazione contabile. Semplicemente, Musk non può spendere i miliardi che possiede; dal momento che se lo facesse verrebbero svalutati. La situazione è simile a quella avvenuta con lo sciame di GameStop. Non appena un numero sufficiente di attivisti comincia a ottenere i loro profitti, vale a dire, a realizzare il trasferimento di ricchezza dall’alto verso il basso, ecco che la loro ricchezza si dissolve nell’aria, e il prezzo delle azioni crolla.
I vincitori della grande abbuffata di GameStop sarebbero un po‘ come quelli che arrivano presto e vanno via appena in tempo, mentre il «denaro stupido» – il modo in cui gli Déi di Wall Street chiamano la classe media quando investe – continua a iniettare soldi nello «short squeeze». Per gli Hedge Funds più audaci, sembra sia arrivato il momento di prendere in considerazione una nuova vendita allo scoperto delle azioni GameStop, visto che continuano ad essere sopravvalutate assurdamente di oltre 350$. Inoltre, è anche più probabile che molti speculatori si arrischieranno a investire ben presto in azioni della GameStop e alimenteranno così lo «short squeeze». Si vede già quale sarà uno dei maggiori vincitori : la famigerata impresa di servizi finanziari Blackrock possiede milioni di azioni GameStop, il cui valore di mercato, secondo Reuters, è aumentato di 2,4 miliardi di dollari. In realtà, questa cui stiamo assistendo è una «scorpacciata di Blackrock». Questi speculatori saranno scrupolosi quando sarà il momento di liquidare le loro posizioni? Un altro vincitore è Ryan Cohen, un capitalista che agisce su Internet e che è entrato in GameStop nel mese di agosto comprando azioni per 75,8 milioni di dollari per riallineare l’impresa; e le cui azioni ora valgono 1,3 miliardi$ !
In questo modo, i critici del mercato finanziario tra gli attivisti dello sciame di Reddit stanno lottando uniti, insieme a Blackrock, ai presunti capitalisti di Internet e al golpista antisindacale Elon Musk, contro i venditori allo scoperto, contro gli «short seller», e contro gli Hedge Funds, che vengono dipinti come malvagi «scarafaggi». La dialettica negativa della critica tronca del capitalismo, che vede il mercato finanziario come se fosse il covo e il rifugio di tutti i mali, trasforma gli stessi critici del mercato finanziario in speculatori finanziari. Missione compiuta! La personificazione, negli «scarafaggi», della crisi globale del capitale , la sua riduzione alla sfera finanziaria, può in questo modo, in ultima analisi, essere trasformata in una strategia politicizzata di investimento che ci ricorda quelli che sono stati i primi giorni del capitalismo Kickstarter, quando decine di improbabili imprenditori lanciarono grandi campagne di finanziamento collettivo, soprattutto nel settore giochi, per accumulare così milioni; solo per poi deludere enormemente migliaia di «giocatori-investitori». Il vaporware Star Citizen di Chris Roberts, creatore di Wing Commander, è stato un simbolo da 300 milioni di dollari di questo movimento, il quale pretendeva soprattutto di democratizzare la produzione capitalista di giochi per computer, allo stesso modo in cui ora sta tentando di fare con l’industria finanziaria.
Ciò che sta emergendo qui, è una nuova era di speculazione manipolatrice, quasi «politicizzata», del mercato finanziario, dove dei profittatori si sforzeranno di creare intorno alle sua strategie speculative uno sciame di «denaro stupido». La furia dello Sciame si concentra, tuttavia, sulle discutibili piattaforme che permettono ai piccoli investitori di negoziare le azioni senza alcun costo. La «Trading App» Robinhood, che viene vista nella tradizione del «Movimento Occupy», è di fatto gratuita. Però, allo stesso tempo, essa vende ai grandi squali del mercato finanziario i dati commerciali dei suoi clienti, in cambio di elevate commissioni, dando loro un vantaggio speculativo nel trading ad alta frequenza. Società di servizi finanziari come Citadel, che ha dovuto appoggiare l’Hedge Fund di Melvin Capital, sono tra i maggiori clienti di queste piattaforme azionarie, le cui App,nei titoli ricordano quelli dei giochi per cellulare.
E sono state proprio queste piattaforme a sospendere temporaneamente il trading di azioni GameStop; cosa che molti partecipanti allo Sciame hanno visto come una misura corrotta di protezione a favore dei grandi Hedge Funds, che finora nel gioco del mercato della azioni hanno sempre vinto. Le imprese di Internet, Google o Facebook o Discord hanno agito in modo simile, bloccando o sciogliendo i gruppi di investitori dello Sciame. Per lo meno, lo Sciame comincia a capire che il gioco in Borsa si gioca con carte segnate: i grandi pesci che si muovono nella vasca degli squali, hanno semplicemente un vantaggio informatico.
Il problema, tuttavia, è che i mercati finanziari sotto il capitalismo sono qualcosa di più che un semplice Parco Giochi per gli Hege Funds e per gli altri speculatori. A fronte del processo storico di crisi, che può essere definito come una crisi capitalista di sovrapproduzione, nella quale costanti aumenti di produttività nella produzione delle merci destabilizzano sempre più il sistema mondiale, i mercati finanziari giocano un ruolo fondamentale: da una parte, essi generano una domanda finanziata dal credito per delle merci che diversamente non troverebbero acquirenti; dall’altro lato, la valorizzazione del capitale fittizio corre a tutta velocità per poter compensare la sua valorizzazione sempre più stagnante nella produzione reale di merci.
Il prezzo da pagare per questi decenni di alchimia sul mercato finanziario, è la crescente montagna globale di debiti, insieme alla sempre più crescente intensità delle bolle dei mercati finanziari, che difficilmente possono essere stabilizzate. L’ultima fiammata di crisi, relativa allo scoppio della pandemia dello scorso anno, ha potuto essere stabilizzato con grandi difficoltà e solo grazie al fatto che gli Stati e le Banche Centrali hanno iniettato molte migliaia di miliardi di dollari e di euro nei mercati finanziari assurdamente gonfiati. Il terreno di gioco in cui lo Sciame politicizzato si sta ora formando, come un nuovo attore «dirompente», è anch’esso instabile e poggia, per così dire, su delle fondamenta marce; e sarebbe un’ironia adeguata al tardo capitalismo se una ambigua scommessa su delle azioni di Videogames dovesse scatenare una nuova fiammata di crisi.

Tomasz Konicz – Pubblicato originariamente in tedesco il 30/1/2021 su The Lower Class Magazine – Pubblicato su o Blog da Boitempo il 4/2/2021 –

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